The Undateables, Bomprezzi: "Se arriva in Italia, saremo attrezzati per reagire?"

BOLOGNA – “Quello che ho visto fa accapponare la pelle”. Non va per il sottile Franco Bomprezzi, giornalista (collabora con il Corriere.it dove tiene il blog Invisibili) e consulente sull’handicap per la giunta comunale di Milano, nel commentare The Undateables, il reality britannico che combina appuntamenti galanti per disabili, in onda dal 3 aprile su Channel 4.
Bomprezzi, già il titolo è discriminatorio, come è stato detto da più parti…
Sì, critica corretta: si dice che queste persone sono ‘undateables’ ma poi si combinano per loro appuntamenti, contraddicendo il titolo stesso, quindi se fosse solo per quello basterebbe cambiarlo, ma il problema è più sottile. Dovremmo chiederci piuttosto perché il casting non è andato deserto e perché un reality così scorretto nell’impostazione ha trovato così tante persone che hanno accettato di partecipare.
Dove cercare le risposte?
Le regole del gioco sono ovviamente quelle di un reality, talmente radicate nella società che non ci si sottrae nemmeno quando la situazione è sgradevole. E poi anche per i disabili apparire significa esistere, e in questo non c’è alcun giudizio morale ma solo la constatazione che oggi andare in tv viene a coincidere con l’essere.
Nel Regno Unito, The Undateables ha già suscitato molte polemiche, sia prima della sua messa in onda sia dopo la prima puntata. E anche il Forum europeo sulla disabilità e il Consiglio britannico per i disabili lo hanno bocciato.
È un gioco di specchi intrigante nella sua gravità. Senza dimenticare che da questi incontri e contatti non nasce nulla. Ma se tra un paio di anni arrivasse in Italia saremmo attrezzati per reagire?
Già, che succederebbe in Italia?
In Italia abbiamo meno anticorpi che in Inghilterra, dove un programma del genere suscita reazioni. Da noi la disabilità è un tabù e non so se tra due anni avremo proposte diverse per evitare che qualche furbacchione la gestisca solo come una trasmissione per fare audience, come nel caso di The Undateables.
I protagonisti di The Undateables sono persone disabili che non hanno mai avuto, se non con grandi difficoltà, appuntamenti galanti. Sono disabili veri con patologie che vanno dal nanismo alla sindrome di Down, dalla sindrome di Tourette e di Williams alla neurofibromatosi con malformazioni al volto. L’aspetto dell’estetica in questo show è molto forte.
Ci irritiamo tanto perché sono sgradevoli da vedere ma sarebbe meno sgradevole se non fosse così? Se i protagonisti fossero persone depresse in cerca di un sostegno psicologico, forse ci indigneremmo meno, eppure si tratterebbe comunque di persone in condizioni di fragilità. Sulla questione dell’immagine però c’è da ragionarci bene. Da un punto di vista liberale, è ovvio che non si può impedire a una persona che voglia apparire in tv di farlo, ma bisogna pensare al danno collettivo che provoca un reality come questo rispetto ai valori e ai diritti per i quali abbiamo tanto combattuto e che sono raccolti nella Convenzione dell’Onu.
Un problema quasi antropologico…
La società ci ha talmente corrotto dentro da portarci a fare cose che altrimenti non faremmo e manca un modello alternativo di televisione a cui attaccarci: non esiste un programma tv politicamente corretto, mentre sui blog, nei forum, sul web si comunica in modo diverso. La parte buona di una situazione estrema come questa è che si entra in contatto con disabilità vera, il problema è poi il modo in cui la si racconta: per farlo ci vuole una grande professionalità.
Ma come fare allora per portare in tv la comunicazione diversa che, ad esempio, si fa in rete?
Sperimentando via alternative, ad esempio con le web tv, ma con gli stessi disabili a rappresentare se stessi perché uno dei problemi della comunicazione che riguarda la disabilità è che i disabili sono quasi sempre rappresentati da persone che disabili non sono.
 
10 aprile 2012
Diventa fan di Tiscali Social su Facebook
Stampa
 
 
  
8 domande sulla crisi in Sahel

8 domande sulla crisi in Sahel
Come sopravvivono le persone che si trovano in questa situazione e cosa stiamo facendo per aiutarle?

Banner Sospeso

Banner Sospeso
Da Dodo e MOBY al WWF e ABIO, ecco l'elenco delle aziende che partecipano al progetto "Banner Sospeso" e le associazioni beneficiarie!

© Tiscali Italia S.p.A. 2013  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali