Salute a rischio nelle "classi pollaio": la sindrome dell'edificio malato

MILANO - Le classi pollaio, con 25 alunni, sono poco adatte per la didattica ma anche per la salute. Irritazioni agli occhi, tosse secca, nausea, mal di testa, torpore, sonnolenza, astenia: sono i sintomi della "Sindrome dell'edificio malato" che tedia alunni e insegnanti. Colpa dell'aria che respirano nell'ambiente chiuso della classe. Tanto che basta uscire all'aperto e i sintomi scompaiono. La giornalista Rita Dalla Rosa ha scritto un libro sull'argomento: "Aria pulita a scuola. Come difendere i nostri figli (e gli insegnanti) dall'inquinamento dentro le aule", edito da Terre di mezzo. Verrà presentato a Fa' la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che si terrà a Milano da venerdì 30marzo a domenica 1 aprile nei padiglioni di Fieramilanocity. "Indagare sulla qualità dell'aria che circola (o meglio, ristagna) negli edifici scolastici può sembrare un esercizio ozioso, con tutti i problemi che affliggono la scuola italiana - scrive nell'introduzione -. Invece la presenza di sostanze inquinanti all'interno di aule, palestre e laboratori didattici è collegata a problemi più generali come il degrado degli edifici e i tagli di bilancio".

Nel 2010 il ministero dell'Istruzione ha pubblicato i dati del progetto Search che, oltre all'Italia, ha coinvolto altri cinque paesi europei. Su 939 alunni italiani di scuole elementari e medie, il 10% soffre di asma. Certo non è solo l'aria respirata a scuola la causa, ma le aule sono"ambienti affollati -scrive Rita Dalla Rosa-, in cui la scarsa ventilazione favorisce l'accumulo di un allarmante cocktail di sostanze inquinanti, rilasciate da numerose fonti interne, che vanno dagli arredi alle vernici, dai materiali che rivestono pareti e pavimenti ai prodotti usati perle pulizie". Anche i gessetti e i pennarelli concorrono ad inquinare l'aria a scuola. I rimedi ci sono. Alcuni richiedono investimenti e chiamano in causa i comuni: dalle ristrutturazioni con materiali non nocivi a capitolati d'appalto per le pulizie che stabiliscano anche i detersivi ammessi. Ma per altri basta solo un po' di buona volontà e attenzione: per esempio, non entrare in classe con gli stessi vestiti con cui si è coccolato il gatto. Il compagno di banco potrebbe soffrirne.
 
22 marzo 2012
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