Carcere di Modena: visite straordinarie per la Festa del papà
MODENA – Quest’anno è un 19 marzo un po’ particolare per i detenuti del carcere di S. Anna di Modena. Nonostante il lunedì non sia giorno di visita, sono organizzati dei colloqui “straordinari” tra i figli dei detenuti e i loro papà. L’iniziativa fa parte del progetto “Cittadini sempre”, un percorso formativo sul carcere e sulla pena, promosso dall’assessorato alle Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con la Provincia di Bologna, la Conferenza regionale volontariato giustizia e l’Ordine dei giornalisti. L’obiettivo è di informare e sensibilizzare le persone, anche coloro che non vivono a contatto con la realtà della reclusione, sul delicato tema della genitorialità reclusa, coinvolgendo anche i mass media. Saranno 20 le famiglie coinvolte nell’iniziativa, per un totale di 35 bambini.
“Nonostante il lunedì sia un giorno lavorativo abbiamo raggiunto un bel numero”, commenta Chiara Tassi del Centro servizi per il volontariato di Modena. “Non siamo riusciti a coinvolgere tutti i bambini ma è un inizio”. Sono infatti molte le famiglie lontane che difficilmente riescono a raggiungere il carcere di Modena, anche nei tempi e nei modi consueti. Grazie ai fondi raccolti dalla parrocchia SS. Crocefisso - S. Caterina quest’anno potrà partecipare all’iniziativa anche una famiglia siciliana con 2 bambini. Gli organizzatori hanno voluto offrire ai parenti un’opportunità in più per incontrare i familiari in questa data particolare. In occasione della giornata i volontari della Federazione internazionale “Ridere per vivere” e del Gruppo Carcere-Città hanno allestito e decorato le sale d’incontro per renderle più accoglienti. Saranno inoltre organizzati spettacoli di trucchi e magie, e verranno regalati dolcetti e pupazzi per i bambini. Tutto questo affinché gli ospiti vivano la giornata all’insegna del divertimento in un clima d’affetto.
Molto spesso la detenzione in carcere è causa di allontanamento tra genitori e figli. I bambini sono vittime dell’impoverimento della relazione e rischiano di subirne le conseguenze per tutta la vita. Il colloquio è l’unico mezzo tramite il quale questa relazione può mantenersi e rafforzarsi. I bambini vivono il momento dell’incontro con grande emozione, ansia e curiosità e, a causa di queste aspettative, molti detenuti scelgono di rinunciarvi. I volontari accompagnano genitori e figli in questo percorso, affinché sia un’esperienza educativa per tutti. “Questo è un investimento che vogliamo fare, per assicurare ai bambini un rapporto di qualità”, commenta Tassi. Questa non è la prima né l’ultima esperienza “extra”. In passato infatti erano già state organizzate iniziative simili e ne sono in programma altre per il 2012. L’obiettivo è gettare le basi per un rapporto vivo, saldo e che duri per tutto il periodo di detenzione.
19 marzo 2012
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