UZBEKISTAN: missione "Cuore di bimbi"
di Fondazione "aiutare i bambini"
Il 30 giugno 2012 è stata una data che molti bambini e genitori uzbeki hanno atteso con ansia: in questo giorno sono arrivati a Tashkent dall’Italia esperti medici italiani per visitare e operare al cuore bambini cardiopatici affetti da problemi di grave entità.
Stefano Marianeschi, primario cardiochirurgia pediatrica al Niguarda di Milano e capo missione, Cosimo Popolizio, perfusionista al Niguarda di Milano, Francesca Aresta, anestesista al Niguarda di Milano, Matteo Ciuffreda, cardiologo all’Ospedale Riuniti di Bergamo, Ana Coca, specialista in pediatric intensive care a Madrid, Paolo de Siena, cardiochirurgo presso l’ospedale di Leicester UK, hanno lavorato intensamente per una settimana per salvare piccole vite e istruire i medici locali su come affrontare operazioni così complesse.
Il Dott. Stefano Marianeschi ci racconta: “Abbiamo selezionato, come in ogni missione, pazienti da operare in settimana in una lista preparata dai colleghi locali. Abbiamo operato nuovi pazienti e controllato alcuni dei pazienti operati gli anni passati. Cosa molto positiva è che quest’anno per la prima volta 3 interventi sono stati fatti dall’équipe locale aiutati da me. Interventi che non avevano mai fatto o in cui non avevamo buoni risultati. Questo, oltre a rinsaldare la fiducia reciproca, ha dato un impulso nuovo all’équipe locale ed è stato un altro passo verso la loro indipendenza”.
Ha preso parte alla missione anche Chiara Parisi, responsabile comunicazione di “aiutare i bambini”, che ha conosciuto i bambini, le loro storie e ha trascorso le giornate con loro.
Chiara sottolinea: “La missione è andata molto bene sotto tutti i punti di vista. Il team è affiatato, il clima tra i membri dell’equipe disteso e collaborativo.
Probabilmente anche grazie a un miglioramento nella fase di screening iniziale e nella selezione dei bambini da operare, gli interventi sono tutti riusciti e non hanno presentato gravi problemi post-operatori. Un solo caso, il primo, ha riscontrato delle complicazioni dopo l’intervento ed è stato necessario trattenerlo in terapia intensiva per tutta la settimana.
Si è operato dal lunedì al giovedì, con due interventi al giorno, tranne un giorno in cui ne sono stati effettuati 3, due contemporaneamente da Marianeschi e De Siena”.
In totale sono stati operati 9 bambini.
Matteo Ciuffreda ha effettuato ca 20 visite di screening domenica 1 luglio, in preparazione agli interventi, ed ha proseguito le visite durante tutta la settimana.
E’ stata visitata anche Laura, una bimba operata in occasione della prima missione.
Matteo Ciuffreda ha individuato una cura farmacologica necessaria per uno dei pazienti operati, che deve essere portata avanti per un mese. Dal momento che in Uzbekistan questi farmaci molto costosi non sono reperibili, il team si è impegnato a procurarli in Italia e spedirli per tempo.
Venerdì 6 luglio si è svolto un momento formativo specifico per il personale locale in aula magna. Hanno partecipato una trentina di persone e gli interventi sono stati tenuti dal dr Marianeschi e Ciuffreda.
Il maggior punto di debolezza si è confermato essere la terapia intensiva. Proprio per questo la presenza di Ana Coca, intensivista pediatrica, coinvolta da Marianeschi, ha permesso di portare un valore aggiunto notevole ai medici impegnati in questa area molto delicata.
Il clima molto caldo ha aggravato le condizioni già precarie della terapia intensiva; senza aria condizionata, i pazienti, già deboli, sono messi a dura prova ed hanno solo un piccolo ventilatore a disposizione per ogni letto. I 9 interventi effettuati hanno riempito la terapia intensiva.
Durante la missione l’équipe ha incontrato più volte l’ambasciatore italiano Riccardo Manara, in carica da settembre 2011.
L’ambasciatore ha dimostrato apprezzamento per l’attività dell’équipe, confermando la sua disponibilità a eventuali future collaborazioni. Nei mesi precedenti questa terza missione, in occasione di incontri istituzionali a Tashkent, il Dr Manara ha ricevuto dimostrazioni di stima e ammirazione da parte del Ministro della Sanità uzbeka, per l’operato dei medici italiani.
Hanno accompagnato la missione anche due giornalisti, Vito Salinaro (giornalista di Avvenire) e Francesco Giase (video maker), che hanno realizzato numerose interviste e raccolto materiale di testimonianza dello svolgimento della missione. I due giornalisti si sono prestati a produrre questi materiali senza alcun compenso da parte di “aiutare i bambini”.
La terza missione di “Cuore di bimbi” in Uzbekistan è stata possibile grazie ai fondi raccolti durante l’sms solidale di febbraio 2012. Grazie di cuore a tutti i donatori per rendere possibili queste missioni!
Un grazie speciale a: Turkish Airlines, SORIN, NOVATEC, TERUMO GADA GROUP, BD, per il sostegno dato nella logistica e fornitura materiali medici.
26 luglio 2012
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