La Somalia dopo la carestia

di WFP - Programma Alimentare Mondiale
Ad un anno dalla dichiarazione dello stato di carestia in Somalia, domande e risposte sulla situazione del paese.
Il prossimo 20 luglio ricorre l’anniversario della dichiarazione dello stato di carestia in Somalia, che molti ricordano come l’inizio della crisi alimentare nel Corno d’Africa del 2011. Qual è la situazione dopo 12 mesi?
1. C’è ancora la carestia in Somalia?
No, la carestia è finita, e i tassi di malnutrizione sono migliorati considerevolmente nel corso dell’ultimo anno. Tuttavia, è importante ricordare che il termine “carestia” è associato ad una definizione specifica. Molti possono soffrire la fame anche se “tecnicamente” non vi è carestia.
2. Cosa ha migliorato la situazione?
Il miglioramento è dovuto sia alle abbondanti piogge di fine 2011, che hanno assicurato buoni raccolti e un calo dei prezzi alimentari, sia all’assistenza umanitaria di cui moltissimi hanno beneficiato.

3. E’ ancora necessario fornire assistenza umantaria?
Si, l’assistenza umanitaria continua a giocare un ruolo fondamentale. I miglioramenti registrati nell’ultimo anno sono fragili e milioni di persone hanno ancora bisogno di assistenza. Le piogge cadute ad aprile e giugno sono state irregolari e le coltivazioni di molti contadini non sono state abbastanza irrigate.
4. Quanti sono ancora in difficoltà?
In base agli ultimi dati ufficiali, 2,5 milioni di persone nel paese sono ancora in una situazione di “crisi” e circa 325.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta.
5. Quanto è migliorata la situazione nutrizionale?
Il tasso di malnutrizione tra bambini al di sotto dei 5 anni di età è calato al 22%, dal 30% registrato lo scorso anno, ma la situazione rimane critica. Un’alimentazione scorretta durante i primi mesi di vita di un bambino può causare danni irreversibili al suo corpo ed alla sua mente.
6. Dove la situazione è più critica?
Al momento, i gruppi più vulnerabili sono: 1) le famiglie sfollate e la popolazione urbana di Mogadiscio; 2) gli sfollati nel corridoio di Afgoye (sud del paese), in Somalia Centrale e nel Puntland; 3) le famiglie che vivono di agricoltura e di allevamento nel Medio Scebeli e nell’Hiran; 4) le aree che circondano il fiume Juba (sud della Somalia); e le comunità che vivono nella regione Centrale e del Nord-Est.
7. Può esserci un nuovo stato di carestia?
La situazione è delicata ed i progressi ottenuti potrebbero perdersi a causa di una serie di fattori: raccolti sotto la media a giugno ed aumento dei prezzi dei cereali; malattie; mancanza di assistenza umanitaria e di accesso in alcune aree del paese; insicurezza e azioni militari.
8. Quante persone sono state assistite dal WFP dal luglio di questo anno ad oggi?
Il WFP ha raggiunto circa 1,5 milioni di persone in Somalia dall’inizio della crisi alimentare che ha colpito il Corno d’Africa. Siamo ora in un momento di transizione da un’assistenza d’emergenza ad una più mirata e con programmi specifici che includono la crezione di invasi per l’acqua, dighe e strade che possano migliorare la capacità di ripresa delle comunità da shock stagionali come siccità e alluvioni.
9. E’ pericoloso lavorare in Somalia?
La Somalia è uno tra i luoghi più pericolosi ed impegnativi in cui lavorare a causa dell’instabilità, delle scarse infrastrutture e della bassissima densità della popolazione sul territorio. Vi sono ancora delle aree in cui lo staff del WFP non ha accesso.
10. Qual è la prospettiva per il futuro?
Per le comununità pastorali delle regioni del nord e del centro del paese (che dipendono principalmente dall’allevameno di bestiame) il futuro sembra promettente grazie al miglioramento delle condizioni di pascolo. Altre regioni, invece, non si trovano in questa situazione favorevole. Una cosa è certa, riprendersi dalla siccità non è un processo veloce e nei prossimi anni si presenteranno nuove sfide da affrontare.
 
18 luglio 2012
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