Il racconto dalla scuola di Viry
di Fondazione "aiutare i bambini"
A marzo 2012 i volontari Moreno Lipari e Barbara Borella si sono recati per la Fondazione “aiutare i bambini” in visita alla
scuola di Viry.
Dal diario di Barbara:
“Grazie alla puntuale organizzazione di Fabio, Sara e Simonetta, Moreno ed io siamo riusciti a goderci questo piccolo angolo di mondo dimenticato da tutti! Dopo un’attenta visita alla scuola, siamo riusciti a toccar con mano quella che è la realtà di questo villaggio. È stata l’esperienza più bella del nostro soggiorno africano, quella che ci ha reso coscienti di cosa significhi vivere di niente e desiderare le cose più banali… avere il nulla intorno ma essere felici di camminare passo passo, mano nella mano con i piccoli abitanti del villaggio! Il soffermarci a scrutare ogni angolo di terra, ogni sguardo curioso, il sentire le manine dei bimbi che ti trascinano verso le loro case, il condividere quei sorrisi ad indicare quanto eravamo buffi immersi in quel contesto di polvere e caldo… senza la possibilità di bere neanche un sorso d’acqua… noi… perché a noi bianchi la loro acqua può far male!!
Quante emozioni belle regala la vita, quante emozioni pure, quanti gesti d’accoglienza in cerca di un contatto con noi bianchi venuti da lontano… impossibile restare indifferenti ad uno dei più bei dipinti mai visti di cui è sconosciuto l’autore!
Abbiamo visitato altre scuole, abbiamo conosciuto tanti altri bambini, abbiamo stretto tante mani e condiviso sorrisi con tutti… qui mamma Africa ha lasciato un segno!”
I volontari hanno constatato che il pozzo costruito grazie al sostegno della Fondazione ha migliorato le condizioni dei bambini: questi ultimi infatti non sono più costretti ad andare a reperire l’acqua e possono così non saltare le lezioni.
Come scrive Barbara: “Un successo la costruzione del pozzo che viene correttamente usato dagli scolari e dalle rispettive famiglie. Al momento delle ricreazioni diventa il primo punto d’assalto per cercare un po’ di conforto: permette di dissetarsi e rinfrescarsi.”
Le problematiche riscontrate dai due volontari riguardano principalmente le condizioni della scuola. L’edificio necessita di una ristrutturazione in quanto ci sono aule con i tetti parzialmente sprofondati e quindi inaccessibili durante la stagione delle piogge. Anche i banchi non sono sufficienti: i bambini sono costretti ad ammassarsi sui pochi presenti e la maggior parte di loro non è in grado di scrivere e di svolgere in maniera agevole i compiti.
Inoltre come scrive Moreno: “la difficoltà principale è rappresentata dalla mentalità locale che non considera l’istruzione come una priorità, in particolare per le bambine che spesso sono costrette a rimanere a casa per aiutare la mamma ad accudire i diversi fratellini.”
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24 aprile 2012
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