Fundraising, "con la crisi il rapporto con i donatori diventa più complesso"

FORLÍ – Come trovare donatori in tempo di crisi? È il grande interrogativo a cui si tenterà di rispondere nella quinta edizione del Festival del Fundraising, l’evento che raduna fino ad oggi a Castrocaro Terme oltre 600 professionisti della raccolta fondi. Per Valerio Melandri, ideatore dell’iniziativa, la strada è chiara: il dono deve diventare un’esperienza sempre più coinvolgente per chi lo sceglie.
Su cosa si fa leva per favorire una donazione?
Fino a cinque anni fa per trovare donatori si puntava sul progetto, fino all’anno scorso si puntava sul marchio, oggi bisogna puntare sulle persone che una donazione può aiutare. Sono finiti i tempi delle grandi campagne di raccolta fondi e degli invii massicci di mail.
Effetti della crisi economica?
Con la crisi abbiamo registrato una maggiore complessità nel rapporto con i donatori. Le strategie più innovative sono quelle che puntano sull’integrazione e che costruiscono una relazione più forte con le persone.
Quali sono i temi al centro della V edizione del festival del fundraising?
In tre giornate di workshop, con relatori provenienti da tutto il mondo, si cerca di capire soprattutto questo: come muoversi per conquistare il cuore e la ragione dei donatori. In un periodo in cui c’è una forte attenzione al risparmio, per coinvolgere i donatori è fondamentale far vivere loro l’esperienza del dono. Un invio massiccio di mail, una campagna di spot in tv, da sole non bastano più, ora bisogna lavorare di fino. Si tratta in particolare di far percepire a chi dona l’impatto del suo gesto.
Quanto stanno modificando il settore le nuove tecnologie e i social network?
E naturalmente fondamentale l’utilizzo dei social network e delle nuove tecnologie, non a caso ad essi è interamente dedicata la sezione “digital fundraising” del festival. Si parlerà ad esempio di come permettere ai propri sostenitori di seguire l’avanzamento di un progetto tramite Twitter, ma anche dell’importanza di una buona reputazione on line, anche nel mondo non profit.
La parola d’ordine però rimane integrazione fra i vari strumenti a disposizione del fundraiser: non solo internet, dunque, ma anche relazioni faccia a faccia, media “tradizionali” e rapporti con fondazioni, istituzioni e aziende.
http://www.festivaldelfundraising.it
 
11 maggio 2012
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