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Sei strutture in Italia, oltre 1500 internati. Entro marzo 2013 si cambia strada

ROMA - Per il ministero della Giustizia, gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) sono istituti ai quali vengono assegnati gli internati prosciolti per infermità mentale; i detenuti assegnati alla casa di cura e custodia previo accertamento della pericolosità sociale; le persone sottoposte alla misura di sicurezza provvisoria in ospedale psichiatrico giudiziario; i detenuti minorati psichici; i detenuti imputati soggetti a custodia preventiva sottoposti a perizia psichiatrica; gli internati con infermità mentale sopravvenuta; i detenuti condannati con sopravvenuta infermità di mente; i detenuti ai quali deve essere accertata l’infermità psichica. In Italia sono attivi 6 Opg. Si trovano ad Aversa, Montelupo Fiorentino, Castiglione delle Stiviere, Napoli, Barcellona Pozzo di Gotto e Reggio Emilia. Al 31 dicembre 2011 erano 1.549 gli internati, secondo i dati del ministero della Giustizia.
Il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino, ha dato nuovo impulso al dibattito sul superamento dell’Opg. Dopo alcuni sopralluoghi effettuati a sorpresa nel mese di giugno e luglio 2010, la Commissione ha definito la detenzione negli Opg un “ergastolo bianco”, per via delle condizioni inaccettabili in cui versano i detenuti e le strutture. Uno stato aggravato da sovraffollamento, carenze di personale sanitario e di polizia penitenziaria, incuria e sporcizia. Il 28 settembre 2011 il Senato ha approvato una risoluzione sul tema degli Opg, proposta dalla Commissione d’inchiesta, che impegna il governo a chiudere questo tipo di strutture, di fatto dei manicomi criminali, sostituendoli con strutture interamente sanitarie. L'inizio della fine degli Opg è stato avviato a gennaio di quest’anno, quando il Senato ha dato via libera al testo (parte del decreto cosiddetto svuota-carceri contro il sovraffollamento) con 226 voti favorevoli e 40 contrari. A favore hanno votato i gruppi di Pdl, Pd, Udc e Terzo Polo. Contrari Lega Nord e Italia dei Valori. Il provvedimento, dopo il passaggio a Montecitorio, è appena divenuto legge ed è entrato in vigore oggi, 21 febbraio 2012.
Cosa succederà? Gli ospedali psichiatrici giudiziari dovranno chiudere i battenti entro il 31 marzo 2013 e le persone che vi sono rinchiuse dovranno essere custodite in nuove strutture, a carattere ospedaliero e con una rete di vigilanza solo esterna che permetta di tutelare la loro dignità. La nuova norma prevede che dal 31 marzo 2013 le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell'assegnazione a casa di cura e custodia sono eseguite esclusivamente all'interno di strutture sanitarie, fermo restando che quanti hanno cessato di essere socialmente pericolosi devono essere senza indugio dimessi e presi in carico, sul territorio, dai Dipartimenti di salute mentale. Per arrivare a tale obiettivo, si prevede che entro il 1° febbraio 2013 sia terminato il passaggio dal ministero della giustizia al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali che riguardano la sanità in carcere; mentre entro il 31 marzo 2012, con decreto del ministro della salute, devono essere definiti i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi, anche con riguardo ai profili di sicurezza, delle strutture destinate ad accogliere le persone cui sono applicate le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell'assegnazione a casa di cura e custodia. Per la realizzazione di nuove strutture sono stati stanziati fondi per un totale di 180 milioni di euro: 120 milioni per l'anno 2012 e 60 milioni per il 2013. Per il funzionamento delle nuove residenze sanitarie vengono stanziati 38 milioni di euro per il 2012. A decorrere dal 2013 tali oneri sono incrementati fino a 55 milioni, che vanno aggiunti ai 23 milioni di euro, già in carico al servizio sanitario nazionale per la copertura degli oneri degli attuali Opg. In aula contrarietà sul tema è stata manifestata dalla Lega nord, preoccupata dal fatto che gli "incontrollabili istinti criminali" delle persone internate possano causare una minore sicurezza sociale. Il ministro della Giustizia Paola Severino ha affermato che "nessuno ha mai pensato di mettere in libertà potenziali serial killer" e che la norma non comporterà allarme per la sicurezza sociale. 

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21 febbraio 2012
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