Allegati
Non sono presenti allegati

Sopralluoghi a sorpresa hanno rivelato le condizioni inaccettabili degli Opg

ROMA - Era il giugno del 2010 quando la Commissione d'inchiesta del Senato sull'efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale entrò nel manicomio criminale Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina: "Uno spettacolo imbarazzante", fra "lenzuola sporche, muri scrostati dall'umidità, muffa, materassi accatastati, uomini lasciati senza cure e costretti in condizioni disumane", ricorda il presidente della Commissione Ignazio Marino. Il senatore del Pd lo ricorda in Senato prima del voto che poi darà il via libera all'emendamento che prevede la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 31 marzo 2012. Un risultato inseguito tenacemente in questi due anni, anche in seguito all'invito rivolto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che allora parlò di “estremo orrore, inconcepibile in qualsiasi Paese appena appena civile”. Le immagini raccolte durante le ispezioni della Commissione negli Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), Aversa (Ce), Napoli, Montelupo Fiorentino (Fi), Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere diventarono un documentario. E nessuno può dire di non sapere più, per esempio, che a Barcellona Pozzo di Gotto gli internati “vengono tenuti legati ai letti con un buco per la caduta degli escrementi”.
E ora è arrivato il via libera alla chiusura di queste strutture. Il termine è il 31 marzo 2013. "Questo voto responsabilizza tutti - dice Marino - perché Stato, Regioni, magistratura non potranno dire che non sapevano o non potevano". Il senatore afferma che "1.500 persone internate, nella maggior parte dei casi senza garanzia delle cure e senza rispetto della loro dignità, devono da tutti noi essere percepite come una ferita ed una vergogna nel nostro vivere civile". E Marino sottolinea anche che "dei 1500 pazienti rinchiusi negli Opg, poco più della metà (il 60%) è internato perché ritenuto socialmente pericoloso ma tutti gli altri non sono stati liberati perché non hanno un progetto terapeutico, non hanno una famiglia che li accolga o una Asl che li possa assistere". "E' - dice - come se fossero rifiutati dai loro territori perché mancano le risorse". Nel futuro dunque "ci saranno strutture sanitarie in ogni Regione, perché le deciderà un decreto congiunto a firma del ministero della Giustizia e della Salute: ognuna avrà un team composto da psicologi, psichiatri e personale medico pronto ad affrontare le esigenze dei malati autori di reato. La polizia penitenziaria invece farà vigilanza esterna".
“C’è una buona intenzione di fondo, un tentativo di umanizzare gli Opg – commenta Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone che aderisce al comitato StopOpg insieme ad altre organizzazioni tra cui Gruppo Abele, Cittadinanzattiva, Cgil - ma il problema non è superato. La buona intenzione è quella di fare prevalere il momento della cura sul momento della custodia. Gli indecenti 6 ospedali psichiatrici giudiziari oggi esistenti vengono chiusi, ma bisognerà evitare che queste strutture si trasformino in piccoli manicomi regionali. L’idea è di tenere dentro solo i socialmente pericolosi e non trattarli più da bestie”. Per Gonnella “non siamo di fronte a un provvedimento epocale: ben diverso sarebbe stato un provvedimento che superasse queste strutture, ma bisognava avere il coraggio di una riforma penale più estesa”. Il comitato StopOpg sta portando avanti una campagna dal titolo ‘Un volto un nome’ per restituire dignità e cittadinanza ai reclusi attraverso la ricostruzione delle loro storie personali.
21 febbraio 2012
Diventa fan di Tiscali Social su Facebook
Stampa
 
 
  
The Safer Internet Day

The Safer Internet Day
Connect with Respect e' lo slogan scelto per celebrare il X anniversario del Safer Internet Day, la giornata mondiale per l’utilizzo sicuro dei Nuovi Media da parte dei giovani

Sostenibilita'

Sostenibilita'
Tutte le notizie sullo sviluppo sostenibile in Italia e nel mondo. Cosa viene fatto e le novita' in campo ambientale ed economico.

8 domande sulla crisi in Sahel

8 domande sulla crisi in Sahel
Come sopravvivono le persone che si trovano in questa situazione e cosa stiamo facendo per aiutarle?

Iniziative e Racconti

Iniziative e Racconti
"Iniziative e Racconti" e' lo spazio che Tiscali Social apre a chi vuole segnalare campagne solidali o raccontare la propria esperienza. Potete inviare i vostri contributi a: informasocial@it.tiscali.com

Corti, spot e non solo

Corti, spot e non solo
Scopri i video realizzati dalle associazioni per promuovere le proprie attivita'. Troverai inoltre anche spot e cortometraggi a tema sociale.

© Tiscali Italia S.p.A. 2013  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali