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Bonus elettricità, le associazioni dei malati cronici: "Aumentare le tutele"
ROMA – “Il bonus per l’energia elettrica va sicuramente rivisto, aumentando le tutele. Essere a casa è, infatti, un’alternativa all’ospedalizzazione e costituisce un risparmio per il Sistema sanitario nazionale. Non un costo. La nostra proposta è di detrarre i costi per l’elettricità dal calcolo Isee”. Lo ha detto Tonino Aceti, coordinatore del Cnamc (Coordinamento nazionale associazioni malati cronici) intervenendo al convegno promosso da Cittadinanzattiva “Energia e cronicità”. Secondo Aceti le spese per l’energia elettrica rientrano in una forma di “Lea sommersi”, di cui si fanno carico essenzialmente le famiglie delle persone con disabilità. In questo gruppo di costi vanno fatti rientrare anche l’assistenza infermieristica, il trasporto per visite specialistiche e i dispositivi medici che lo Stato non passa. “È necessaria una maggiore equità nel calcolo Isee che tenga conto anche di queste spese sommerse – aggiunge - . C’è poi il problema del 16% della popolazione che non ha accesso al meccanismo del bonus pur avendone diritto. Serve una campagna seria di comunicazione”.
Per Alberto Fontana, presidente della Uildm, il tema della fuel poverty deve diventare centrale, perché “non si può pagare anche l’aria che si respira”. Portando l’esempio di una persona affetta dalla malattia di Duchenne ha spiegato che in quel caso l’indennità di accompagnamento serve a pagare i costi energetici, determinando un ulteriore impoverimento per le famiglie. “Bisognerebbe interrogarsi anche sulla responsabilità sociale delle aziende che gestiscono l’energia elettrica – afferma - . Non ce n’è una che nella sua policy abbia prestato attenzione a uno dei sedicimila casi di malati a cui la fornitura è indispensabile”.
Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish, ha focalizzato il suo intervento sul senso giuridico della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e della giurisprudenza costituzionale in tema di diritti fondamentali: “Due punti di forza che potrebbero non reggere allo tsunami dei tagli”. “Le persone con disabilità stanno peggio di prima – afferma – È un aspetto che preoccupa, ora bisogna capire come i diritti sanciti dalla convenzione Onu potranno aiutare il Governo a evitare la discriminazione. Che senso ha dire che abbiamo diritti indiscutibili e non riducibili a interessi legittimi se poi ci stanno portando a questi livelli? Se ci saranno limiti Isee all’accesso alle prestazioni le persone con disabilità saranno ulteriormente svantaggiate”. Nocera ha poi ricordato le dichiarazioni del ministro Fornero sull’assicurazione privata per i disabili: “Come si può affermare una cosa del genere quando in Italia la povertà più forte è proprio tra le persone con disabilità?”.
09 luglio 2012
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