ROMA – Lui ha alle spalle quindici medaglie paralimpiche, quattro edizioni dei Giochi, innumerevoli medaglie mondiali ed europee. Una stella del nuoto che ha chiuso la sua carriera sportiva con un bottino di otto ori, sei argenti e un bronzo conquistati alle Paralimpiadi. Da dodici anni a capo del movimento paralimpico italiano, prima come presidente della Federazione italiana sport disabili (Fisd), poi in qualità di presidente del Comitato italiano paralimpico (Cip), Luca Pancalli è anche vice presidente del Coni e segretario generale del Comitato paralimpico europeo. In vista dei Giochi di Londra 2012, in un’intervista al mensile SuperAbile Magazine Pancalli ricorda la sua carriera di sportivo e fa un primo bilancio di quest’edizione, in attesa che la parola passi direttamente, dal 29 agosto, al campo di gara.
Interrogato sulle nuove sfide che attendono il movimento paralimpico, Pancalli sottolinea come l’appuntamento di Londra rappresenti un banco di prova per un progetto che vede impegnate, per la prima volta, le singole Federazioni e non più il Comitato. Il Comitato può quindi concentrarsi sempre di più sull’aspetto promozionale, sviluppando altri progetti “come la collaborazione con le unità spinali, i rapporti con la scuola, i centri di riabilitazione e i centri di avviamento allo sport paralimpico”. Tra gli altri aspetti da coltivare Pancalli enuncia, poi, l’attenzione al discorso dei classificatori, il rapporto con gli enti locali e la collaborazione con i Gruppi sportivi militari.
Quanto al bilancio su Londra è sicuramente positivo. “Per la prima volta da Seul portiamo il maggior numero di qualificati – aggiunge Pancalli – Ma il risultato più grande è quello di aver saputo intercettare le speranze e le aspirazioni atletiche di ragazzi che hanno incontrato nella loro vita la sfortuna”. Grazie al rapporto con il Coni e le Federazioni olimpiche è stato possibile, infatti, intercettare “le vocazioni agonistiche di atleti che non saremo mai riusciti a incontrare”. Londra, inoltre, rappresenta un momento molto importante, anche per discipline, come l’atletica leggera, che sembravano morte. “Oggi possiamo affermare che le prospettive sono buone e che l’atletica si è rimessa finalmente in moto”, afferma il presidente del Cip. Ma è importante anche “sperimentare sempre nuove attività sportive, allargando le possibilità di scelta per una persona disabile”. Per Pancalli, inoltre, «tutte le Federazioni hanno seminato bene», fermo restando – precisa – che “nel futuro dovremo fare in modo da essere presenti nel maggior numero di discipline possibili del programma paralimpico”.
Ripensando al suo passato di atleta, Pancalli sottolinea come a ogni Paralimpiade si affacci un pizzico di magone. “Da dirigente sportivo – confessa – rivivo quelle sensazioni ogni volta che assisto a una gara di pentathlon moderno o quando osservo, da ex nuotatore, gli atleti in vasca”. Allo stesso tempo, il presidente del Cip parla della gioia che prova oggi, come dirigente sportivo: “Metto ogni energia e passione in quello che faccio e cerco di trasferire questo insegnamento ai miei figli: qualsiasi cosa si faccia nella vita è fondamentale farla con il cuore”. Pancalli si sofferma, infine, sugli aspetti inerenti alla comunicazione. “La presenza di Rai Sport e Sky Sport, ormai una costante nei Giochi Paralimpici, è un risultato inimmaginabile soltanto pochi anni fa – dice –. Sono sicuro che ci sbalordiranno per la copertura che assicureranno alla manifestazione e alla nostra squadra italiana. Penso, però, anche alle decine di giornalisti, fotografi, siti web, che assicureranno una copertura capillare e di grandissima qualità. Sono sicuro che godremo di un grande spettacolo”.
07 agosto 2012